Pigna


© foto: archivio della Provincia di Imperia

 

Pigna costituisce, con Castelvittorio di fronte, il terminale della valle Nervia. Qualche chilometro più a monte di Isolabona.
Solo l’arcaico paese di Buggio conclude gli abitati verso monte. Pigna e Buggio sono territori dei Savoia dal 1388. Come Nizza.
E come Nizza sono legati ai traffici tra il mare e l’area padana.
Costituiscono dunque le basi principali della Contea di Nizza sotto il controllo sabaudo.

Pigna deriva il suo nome dal latino pinnia, il frangiflutti del ponte. L’abitato ha infatti forma di sperone tra due torrenti. Poi la “pigna” del pino è stata inserita nello stemma cittadino.

L’abitato si è formato durante il tardo Medioevo, salendo fino ai bordi del castello al colmo di un colle. Il castello non c’è più, sostituito da splendidi ed antichi palazzi. Qui e lungo le strade, spesso interamente coperte dalle case, si incontrano antichi portali, con brani decorativi ed iscrizioni.

Paese di pietra, come di pietra ben lavorata è la chiesa parrocchiale di San Michele, innalzata attorno al 1450 da architetti del Ticino e poi ampliata nel secolo successivo. In facciata si ammira il rosone con la vetrata quattrocentesca che rappresenta i 12 apostoli. L’effetto luminoso dall’interno è incomparabile.
Nell’interno, poi, spicca il grande polittico a fondo oro, irto di pinnacoli e popolato da tante sacre figure, attorno al patrono San Michele. Si tratta di un’opera di Giovanni Canavesio, realizzata nell’anno 1500.

Il Canavesio, importante pittore delle Alpi Marittime, era già stato a Pigna nel 1482 per decorare quasi tutto l’interno della cappella di San Bernardo. I dipinti murali sono stati recentemente salvati, restaurati e rimontati su pannelli in resina. L’interno della cappella rurale è prezioso e racconta la storia di Passione e salvezza di Cristo.

Tanti sono i luoghi affascinanti a Pigna.
C’è tra l’altro il sistema urbanistico della piazza vecchia, coperta, e piazza nuova, sotto la quale si trova un vasto museo etnografico.

Prima di giungere in paese, presso vecchie caserme, si trovano i resti misteriosi della chiesa di San Tommaso (entro il XII secolo). Qui c’era uno dei primi abitati dell’alta valle.

Nelle campagne circostanti è ancora coltivato il gustoso fagiolo bianco di Pigna, presidio Slow Food come quelli di Badalucco e Conio: antichi fagioli di origine americana, passati per la Spagna e ottimi in questa regione.

Pigna è stata premiata da Legambiente con la Bandiera Verde, poiché si qui sviluppato il patrimonio culturale, gastronomico e territoriale con molta attenzione all’ambiente ed al risparmio energetico.

Le risorse naturali sono del resto note da secoli, come le acque sulfuree di Pigna, oggi impiegate in una moderna quanto grandiosa struttura. Il soggiorno è piacevole, naturale e si è coccolati con queste acque per trattamenti cosmetici e biorigenerativi.

Anche Pigna è, ovviamente, Bandiera Arancione del TCI.

 

 

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